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Smith International ha eseguito le operazioni di recupero del sottomarino russo Kursk

    Il vincitore della 4 ª Edizione 2007
Tema del Premio:
“Innovazione e ricerca per il salvataggio e il recupero nelle profondità marine"
Vincitore:
Soc. SMIT International, di Rotterdam
Leader mondiale nei recuperi e nelle maggiori operazioni marittime 
 

Un pò di storia:
Nel 1842, alla non più giovane età di 65 anni, Fop Smit pensó di provvedere alle navi in entrata nel porto di Rotterdam (Olanda) un transito sicuro e affidabile per mezzo del "Kinderdijk" un vapore a ruote da 140 hp. In seguito, la flotta SMIT crebbe e si aggiornò seguendo i progressi tecnici e le richieste dei clienti. Alla morte di Fop Smit nel 1866, la compagnia gestiva una flotta di sei rimorchiatori per una potenza totale di 500 hp. I fligli di Fop, Jan and Leendert, continuarono a d accrescere la flotta e nel 1870 cominciarono a costruire rimorchiatori a elica. Nel 1892 la Compagnia L. Smit & Co. costruì un rimorchiatore oceanico da 750 hp, che compì il primo di numerosi viaggi rimorchiando una draga da Rotterdam a Cadice, Spagna. Nel 1923 la L. Smit Co. si fuse con la "Internationale Sleepdienst" (rimorchiatori), dando origine alla "L. Smit & Co. Internationale Sleepdienst", che cominciò ad operare in tutto il mondo, anche nel campo dei recuperi navali. Un notevole esempio del successo della SMIT in questo campo fu il recupero di 41 relitti nel canale di Suez, nel 1957. La SMIT è stata attiva in seguito in moltissimi casi di recupero e rimozione di relitti, e continua ad offrire assistenza a navi in difficoltà. Dopo 165 anni, la SMIT è oggi una societá che opera in campo internazionale, offrendo una varietà di servizi a spedizionieri marittimi, industrie del petrolio e gas liquido, società di assicurazione ed enti governativi. Le esigenze di un mondo in rapida evoluzione ed una particolare attenzione alla protezione ambientale hanno spinto la SMIT ad offrire servizi speciali in quest'area. È stato cosìì sviluppato, in collaborazione con il partner Norvegese Frank Mohn, il Pollutant Recovery System (PolRec), ovvero "sistema di recupero di contaminanti ambientali". Il sistema PolRec permette alla SMIT Salvage (divisione della SMIT International) di rimuovere petrolio o prodotti chimici da navi affondate ad una profondità tra 50 e 250 metri. Sviluppi futuri del sistema permetteranno di raggiungere i 2500 metri.


La SMIT dispone di una flotta di 400 navi di vario tipo, ed offre i seguenti servizi:

  • Risposta ad emergenze marittime;
  • Rimozione/recupero di relitti;
  • Protezione ambientale;
  • Recupero sottomarino di olio o cargo;
  • Servizi marittimi antiincendio;
  • Servizi di esplorazione subacquea con sommozzatori;
  • Sorveglianza subacquea, video-ispezioni;
  • Consulenze di vario genere in campo marittimo.


  • Citiamo alcune delle operazioni di salvataggio/recupero portate a termine nel 2007:

  • MSC Napoli: nave porta-container danneggiata durante una tempesta nel Canale della Manica il 18 Gennaio;
  • Nautilus: draga rovesciatasi il 30 Novembre 2006 durante attività nel porto di Pointe-Noir, nella Repubblica del Congo;
  • Bitumen Glory: intervento sulla nave (5000 T, costruita nel 1985) carica di 4300 tonnellate di bitume, in viaggio dalla Malaysia all' India, ove si era verificato un incendio nel locale motori;
  • Gold River : recupero della nave arenata al largo di Duala, Camerun.



  • Un cenno particolare merita il recupero del sottomarino nucleare Russo "Kursk" , eseguito tra il 28 Maggio ed il 23 Ottobre 2001

    Due esplosioni nella sezione di prua del "Kursk", il 12 Agosto 2000, causarono la tragica perdita del battello e dei 118 uomini dell'equipaggio. Il "Kursk" era affondato in 135 secondi e giaceva sul fondo del mare di Barents a 108 metri di profondità, a 90 miglia dal porto di Murmansk.
    L'operazione venne eseguita dalla Mammoet-SMIT, una joint venture 50:50 tra le Società Mammoet e SMIT. La SMIT era responsabile di tutte le operazioni relative al recupero, inclusa la messa a punto di una chiatta gigante di 24.000 tonnellate: la piattaforma di sollevamento e trasporto. La SMIT sviluppò anche una rivoluzionaria tecnologia per il taglio della sezione di prua del sottomarino, una parte cruciale dell'operazione, in quanto la prua era stata danneggiata dall'esplosione ed era instabile. Al Kursk vennero quindi attaccati cavi per sollevarlo al di sotto della chiatta, ed il complesso venne rimorchiato fino al bacino nel porto di Murmansk. Il peso del sottomarino, quando fu preparato per il sollevamento dopo il taglio della sezione di prua, era di circa 9000 tonnellate. Questo stabilì un record mondiale, in quanto era il più pesante relitto recuperato da quella profondità.


    il Kursk
    in navigazione
    Il taglio della prua
    danneggiata del Kursk
    il Kursk in bacino
    a Murmansk
    sommergibile Kursk in navigazione
    sottomarino Kursk
    Sottomarino Kursk recuperato in bacino


    zoom   [click sulle immagini Kursk per ingrandire]





    Un altro intervento di rilievo: il recupero della “Ehime Maru”

    Il  9  Febbraio 2001, a 9 miglia a sud di Oahu (Hawaii), il sommegibile americano  USS Greeneville, che stava dimostrando ad un gruppo di VIP (civili) una manovra di emersione di emergenza squarciò la chiglia della Ehime Maru, un peschereccio-scuola Giapponese di 740 tonnellate. La nave affondò in 5 minuti. Nove persone perirono: due insegnanti, quattro studenti diciassettenni e tre membri dell’equipaggio. 26 persone vennero salvate.
    Dopo l’incidente, la Marina Americana si impegnò a far recuperare i corpi delle persone imprigionate nel relitto  alla profondità di 600 metri.
    Le operazioni di recupero, affidate alla SMIT,  richiesero la mobilitazione delle sue risorse su base globale. Dapprima la nave “Ocean Hercules”   mediante robot controllati dalla superficie provvide alla rimozione di ostacoli ed alla messa in opera di una “culla” di sollevamento. Quindi, l’11 Ottobre 2001 la nave appoggio “Rockwater 2” agganciò e trasportò la Ehime Maru   fino ad una profondità di 30 metri, dove intervennero i sub per il recupero dei corpi.   Il costo totale dell’operazione fu di 40 milioni di dollari.

    la "Ehime Maru"

    Il “Greeneville”

    La “culla” applicata alla
    “Ehime Maru” per il
    sollevamento

    Ehime Maru
    Greeneville
    La culla - Ehime Maru


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    Per ulteriori notizie, visitare il sito web: www.smit.com






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