Il 3 luglio 2008 un altro grande personaggio di questa città è venuto a mancare: Alberto Bargellini, 76 anni, viareggino doc.
Uomo schivo, amava Viareggio come pochi altri ed era legato da un lungo filo di parentela con la sua darsena. Era infatti nipote di quell’intrepido palombaro, che portava il suo stesso nome, disperso nelle acque bretoni nella tragedia dell’Artiglio. La sua vasta cultura, lo portava ad interessarsi oltre che di chimica (in questa disciplina si era laureato all’Università di Pisa), anche di materie umanistiche e di espressioni artistiche (possiede moltissimi quadri che in più occasioni ha prestato a grandi istituzioni per mostre di livello nazionale). Non c’era manifestazione di elevata cultura che non lo vedesse fra i protagonisti.
Insieme a sua moglie, Simona Bonuccelli, dette vita, sempre in darsena, ad un liceo privato dove sono passati – con buon esito – centinaia di studenti.
Presso l’Istituto di Chimica, dopo la laurea, aveva cominciato ad interessarsi di Didattica Chimica, tanto da divenire professore associato e grande cultore di questa materia che insegnava in prestigiose istituzioni come la Scuola S.Anna di Pisa o teneva seminari nelle più importanti Università e Centri di Ricerca in ogni parte del mondo. Nello stesso tempo dava alle stampe moltissimi volumi di questa difficile materia d’insegnamento, tanto da formare un’intera biblioteca didattico-scientifica di grande interesse per i docenti di oggi e di domani.
Alberto Bargellini all’inizio dei suoi studi era stato inviato a perfezionarsi in in prestigiosi centri di ricerca, soprattutto negli Stati Uniti, dove aveva conosciuto e scambiato idee e commenti con i più grandi nomi della chimica e della fisica, allora all’apice della loro fama scientifica.
Ma Bargellini, da buon viareggino, non aveva mai dimenticato la sua scapigliata città con annosi problemi irrisolti, ma viva come non mai. Si era battuto perché non ci si dimenticasse degli uomini della vela e degli eroici palombari; per la creazione di un museo della marineria; per la rivalutazione “in toto” dell’espressione darsena e dei suoi contenuti. Il cuore pulsante della città: il meglio della città. Aveva aderito a tutti i movimenti che avessero nei loro progetti, tutto quanto serviva a rivalutare o, meglio, a ricordare, periodi e luoghi in molti casi vicini all’annebbiamento.
Socio
del Rotary Club Viareggio Versilia aveva fatto parte del gruppetto di soci che avevano dato vita al biennale Premio Internazionale Artiglio, e, successivamente, era entrato come vicepresidente nella Fondazione Artiglio Europa, dando – come sempre – un prezioso contributo allo sviluppo ed alla soluzione di molte problematiche nei programmi indicati.
Chi scrive ha perso un grande amico, ma Viareggio ha perso un grande personaggio che in tempi come questi rimpiangeremo a lungo.
Boris Giannaccini
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